16 Agosto 2026

CASSAZIONE ANNULLA I DOMICILIARI PER FRANCO ALFIERI: ATTI AL RIESAME DI SALERNO

La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Salerno che aveva confermato gli arresti domiciliari per Franco Alfieri. La decisione arriva dalla Prima Sezione Penale e riguarda l’ex sindaco di Capaccio Paestum ed ex presidente della Provincia di Salerno, indagato per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni amministrative del 2019. Secondo l’accusa, Alfieri avrebbe stretto un patto con Roberto Squecco, ritenuto dagli inquirenti un esponente di vertice della camorra locale. In cambio di un pacchetto di voti, garantito anche dalla candidatura di Stefania Nobili — moglie di Squecco — in una lista a suo sostegno, il politico avrebbe promesso la continuità nella gestione del “Lido Kennedy”, struttura balneare riconducibile alla coppia. Un accordo che, per la Procura, avrebbe configurato il reato di cui all’articolo 416-ter del codice penale. La Suprema Corte ha però accolto il primo motivo di ricorso presentato dalla difesa, ritenendo carente la motivazione sull’attualità delle esigenze cautelari. In particolare, i giudici hanno evidenziato come il Tribunale del Riesame non abbia spiegato in modo adeguato perché il pericolo di reiterazione del reato debba ritenersi ancora concreto. Secondo la Cassazione, emergerebbe anzi che il presunto patto con Squecco sarebbe stato interrotto e che non risulterebbero ulteriori collegamenti di Alfieri con ambienti della criminalità organizzata. Vengono definite “vaghe” anche le affermazioni secondo cui l’ex sindaco continuerebbe a esercitare un’influenza sull’attuale amministrazione comunale attraverso presunti “fedelissimi”. Nell’ordinanza impugnata, osservano i giudici, mancano riferimenti a fatti specifici o a persone in grado di agire per conto dell’indagato. La Cassazione ha invece dichiarato inammissibile il secondo motivo di ricorso, relativo al rischio di inquinamento probatorio. Il terzo, che riguardava la possibilità di applicare misure cautelari meno afflittive rispetto ai domiciliari, è stato assorbito dall’accoglimento del primo. Il procedimento torna ora al Tribunale del Riesame di Salerno, chiamato a riesaminare la posizione di Alfieri. I giudici dovranno valutare nuovamente la misura cautelare e motivare in maniera puntuale l’eventuale persistenza di un pericolo attuale, alla luce dei mutamenti intervenuti nel contesto politico e criminale del territorio.

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