Lotta tra la vita e la morte, per un fendente alla schiena. I sanitari del Pronto Soccorso lo hanno affidato ai medici della Rianimazione. Bocche cucite, in reparto. Bocca chiusa del paziente, alle domande dei carabinieri. Il ferito non parla. Non ha chiarito nulla di quanto è successo. Non fa nomi. È spaventato. Ha un’attività artigianale privata. Avrà forse qualche debito professionale. Per ora è destinato al riposo assoluto. Il fatto ha destato olto scalpore nella cittadina della piana del sele dove si è verificato l’ignobile gesto.

I medici hanno chiesto il silenzio sulla vicenda anche perchè per il paziente R.B., 37 anni deve stare tranquillo e sereno e poi si vedrà una volta superato il momento difficile, critico e pieno di suspance. Solo dopo potrà collaborare con gli inquirenti.

L’INDAGINE

 L’indagine è a un punto fermo. I militari del capitano Emanuele Tanzilli attendono indicazioni dalla vittima. Il paziente è provato. I carabinieri lo hanno visto con i loro occhi. Lunedì sera, in sala operatoria. Dopo che i medici hanno ricucito il paziente e lo hanno sottoposto alla Tac, gli hanno fatto qualche domanda. «Chi ti ha colpito?». Il paziente non ha risposto. Nulla sapeva dell’agguato, lui. Nulla sapevano i suoi familiari, in attesa nell’astanteria ospedaliera.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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