1 Marzo 2024

FONDI PNRR NEI GUAI UN CONSULENTE DEL LAVORO DI SALERNO

Frode fiscale e indebita percezione di fondi PNRR a Parma: è finito nei guai un consulente del lavoro di Salerno. I finanzieri hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità liquide per un valore complessivo di 1.100.000 euro.

Salerno, frode fiscale e indebita percezione di fondi PNRR: nei guai per un consulente del lavoro

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Parma hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo nei confronti di due società ubicate a Fontevivo, operanti nel settore dei trasporti su strada con sede anche a Reggio Emilia e di 5 persone fisiche tra cui un commercialista con studio a Parma e un consulente del lavoro con sede a Salerno ma operante a Parma.

Il sequestro

Disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per beni mobili, immobili e disponibilità liquide per un ammontare complessivo di 1.100.000 euro pari all’ammontare delle imposte complessivamente evase nei periodi d’imposta dal 2015 al 2022.

Le indagini

Dalle indagini si è permesso di ipotizzare la commissione dei reati di evasione d’imposta mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture false, l’omesso versamento d’imposta nonché l’impiego di crediti d’imposta inesistenti, in parte relativi alla formazione del personale finanziata con risorse del PNRR.

Secondo la ricostruzione le due imprese, la cui gestione sarebbe riconducibile di fatto ad un’unica persona fisica, avrebbero realizzato un sistema fraudolento mediante la fittizia assunzione di personale da parte di sei imprese “cartiere” al solo fine di far ricadere sulle stesse i debiti d’imposta legati ai contributi maturati in relazione alla forza lavoro assunta alle imposte sui redditi e IVA.

Le sei società hanno omesso il versamento di tutte le imposte dovute. In particolare, le sei imprese cartiere fornitrici presentavano elementi in comuni. Sono risultate prive di una reale struttura economica e societaria, erano formalmente intestate a prestanome privi di esperienza manageriale e di effettivi poteri decisionali, spesso legati da rapporti di parentela o affinità con il reale amministratore delle società di trasporto beneficiarie della fronde, avevano avuto rapporti commerciali quasi esclusivamente con le due imprese oggetto di accertamento, avevano avuto i medesimi consulenti fiscali e del lavoro delle due imprese che ne utilizzavano la manodopera.

Inoltre, i dipendenti avrebbero lavorato sempre per lo stesso datore di lavoro e presso la stessa sede delle due società di trasporto a conferma dell’unicità del rapporto di lavoro a prescindere dalla società di volta in volta deputata all’assunzione. Le due società di trasporto avrebbero realizzato un’illecita somministrazione di manodopera che avrebbe loro garantito da un lato l’acquisizione di forza lavoro a costi molto vantaggiosi e dall’altro l’indebita detrazione dell’IVA applicata alle fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse dalle società cartiere, in quanto se la forza lavoro fosse rimasta in capo agli effettivi datori di lavoro le due imprese di trasporto non avrebbero beneficiato delle detrazioni IVA.

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