Michele Grio, 42 anni primario a Rivoli, in provincia di Torino dichiara che sono saturi e non hanno più posti letto disponibili per i malati. Il problema però non è solo la battaglia contro il Covid. Questa volta il dilemma maggore è dato dai no vax che lottano per non farsi intubare

Il dottor Michele Grio, che ha 42 anni ed è il più giovane primario della struttura di Rianimazione e Anestesia a Rivoli, in Piemonte dichiara che ci risiamo di nuovo e non si sa dove metterli. E quindi propone a chi deve sottoporsi ad un’ernia inguinale o ad un catetere vescicale a permanenza, e che sta aspettando anche da tre anni, di sapere con chi prendersela. Dalla prima ondata non ha mai smesso di combattere contro il Covid, tanto che già l’anno scorso, in piena pandemia aveva proposto ironicamente ai negazionisti, i quali insistevano sul fatto che il virus non esistesse, di toccare con mano quello che lui ed i suoi infermieri stavano vivendo in reparto. E sui social aveva voluto lanciare provocatoriamente il “TOURINGRIO”. Lui assicura che questa ondata è diversa. In reparto hanno a che fare con pazienti non vaccinati che non solo non vogliono essere intubati, ma li insultano anche. Questi pazienti devono ringraziare che tali medici hanno prestato un giuramento, ma non possono negare di essere stanchi. Quando gli si chiede qual è la situazione nel suo reparto di terapia intensiva, lui risponde che non è buona. Si galleggia. Ogni giorno si spera che non peggiori. Sono saturi e non hanno più posti letto disponibili per i malati. Il problema però non riguarda solo la battaglia contro il Covid. Questa volta il dilemma maggiore è dato dai pazienti, tutti non vaccinati  e che lottano per non farsi intubare pur di non farsi curare. Si comportano così fino a quando arrivano al limite e non riescono più a respirare. Allora, a quel punto, li pregano di aiutarli e di eseguire la manovra.  Ma su quello che si sono sentiti dire, c’è n’è di tutto. Dal “NON MI FICCATE IL TUBO NEI POLMONI ALTRIMENTI MI ROVINATE GLI ORGANI” al “MI VOLETE UCCIDERE”. Lui non nega che, a volte vede i colleghi davvero stanchi. Quando gli viene posta la domanda che riguarda la differenza tra questa ondata e le precedenti, lui precisa che c’entra sicuramente il negazionismo. Persone che continuano a negare l’esistenza di questo virus, almeno fino a quando non si trovano qui in reparto ed, alla fine, pregano di essere curati. Questi individui però non capiscono che per curare loro molti altri interventi devono essere rimandati e, il professore ed il suo gruppo, questa volta vogliono evitare che accada. Quando gli si domanda di spiegarsi meglio, lui risponde che durante la prima ondata sono state sospese operazioni anche urgenti. Hanno dovuto attendere anche pazienti oncologici che avevano bisogno di interventi. Ma anche interventi di routine sono stati fermati. Non si può permettere che una minoranza blocchi di nuovo un intero sistema sanitario. In caso contrario, come già detto all’inizio, chi attende operazioni anche da tanto tempo e complicate saprà con chi deve prendersela. Questa equipe continuerà a svolgere il proprio lavoro, perchè è composta da professionisti, ma davvero non ce la si fa più. Si vive questa ondata come la prima, piangendo quando i pazienti non sopravvivono, e lavorando senza sosta.

 

 

 

Quando gli si fa notare che lui è anche il medico che si occupa delle reazioni allergiche al vaccino nell’hub di Rivoli, risponde che è affermativo. Ed anche in quel caso gli pervengono delle notizie allucinanti. Persone che vengono a dare loro lezioni di virologia imparate dal web e che affermano di essere stati obbligati a vaccinarsi; ma che ripetono la solita frase “CHISSA’ COSA C’E’ DENTRO LA DOSE CHE MI STATE INIETTANDO”. Quando gli viene spiegato, credono di essere presi in giro. Hanno paura di un vaccino ma non di una malattia che non conoscono. E’ assurdo. Quando gli si chiede che cosa si aspetterebbe da queste persone, lui risponde che pretenderebbe un minimo di coerenza. Pensi che il Covid non esista? Perché allora vieni in ospedale? E’ ovvio che loro curano tutti, perché hanno fatto un giuramento ed hanno una coscienza. Quando gli si chiede se sa che Massimo Cacciari e Carlo Freccero hanno dato vita proprio a Torino alla commissione Dupre, che significa Dubbio e Precauzione, lui risponde che trova il livello culturale degli italiani molto basso. Siamo governati da populisti che parlano alla pancia delle persone. Il problema consiste nel fatto che esiste una minoranza, formata davvero da poche persone alle quali viene permesso di urlare. Sarebbe ora che la maggioranza, quella silenziosa che si è vaccinata e che rispetta le regole, si facesse sentire. Altrimenti, tra un po’ si dovranno tenere il catetere per mesi, perché non si saprà quando toglierlo, o dovranno fare i conti con l’ernia, perché gli ospedali si dovranno occupare dei pazienti non vaccinati affetti da covid. Nonostante questo il professore e la sua equipe, con grande professionalità, saranno sempre a disposizione di tutti. E’ il loro mestiere e lo faranno sempre nel migliore dei modi. Guido Honorati Broggi

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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