14 Giugno 2024

L’OMICIDA DI CIOFFI:”MI VESSAVA SUL LAVORO,MI PICCHIAVA”,IL RACCONTO DI HERMANDEB SINGH

Hanno lo stesso cognome Singh i due giovani indiani che hanno dato vita ad una diatriba sfociata  nell’omicidio di Lakhvir Singh. I carabinieri hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura di Salerno, nei confronti di un cittadino di origine indiana ritenuto responsabile dell’omicidio di un suo connazionale, Lakhvir Singh di 28 anni, verificatosi in un’azienda agricola a Eboli, in contrada Cioffi.Lakhvir Singh è stato ucciso con dieci coltellate al torace e al collo nella notte tra mercoledì e ieri in camera da letto. Il presunto omicida –– avrebbe dichiarato:  «Subivo le vessazioni di Lakhvir sul lavoro, non ce la facevo più»I carabinieri di Eboli hanno fermato l’accoltellatore. Si tratta di Harmandeb Singh, 27 anni. L’uomo è accusato di omicidio volontario ed è stato trasferito al carcere di Salerno. I due connazionali hanno avuto una lite mercoledì scorso, poco prima di mezzanotte. Poi hanno bevuto. All’una di notte c’è stato un altro diverbio. Poco prima delle tre, Harmandeb ha afferrato il coltello da cucina e ha colpito Lakhvir mentre dormiva.La salma di Lakhvir è stata ricomposta e trasferita all’obitorio dell’ospedale di Eboli dove nei prossimi giorni si terrà l’autopsia. Vittima e carnefice vivevano nella stessa stanza e lavoravano nella stessa azienda bufalina. La società zootecnica si trova tra Cioffi e Campolongo, poco distante dal mare e dalla pineta. I carabinieri coordinati dal capitano Geminale hanno fermato Harmandeb pochi minuti dopo l’omicidio. La stanza da letto è stata isolata. Da Salerno, nella notte, sono giunti i reparti speciali del Sis che hanno proceduto ai minuziosi riscontri investigativi. «Ho ucciso Lakhvir perchè subivo continue vessazioni. Lui era il mio superiore gerarchico in azienda. Ero costretto a subire le sue pressioni e dovevo restare zitto», ha dichiarato Harmandeb al pm Guarino, titolare delle indagini. Assistito dall’avvocato Pietro Fasano, ha ammesso le sue responsabilità precisando di essere vittima delle pressioni fisiche e mentali di Lakhvir».

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