27 Maggio 2024

MARITO PICCHIATO E CORNIFICATO, IL RACCONTO DELL’UOMO

La sentenza è stata emessa lo scorso 8 marzo dal tribunale di Salerno. La donna è stata condannata. Un uomo picchiato e vessato dalla moglie: è quanto affermato lo scorso 8 marzo dalla Corte di Appello di Salerno, confermando la la sentenza di primo grado condannando la donna ad un anno e sei mesi per maltrattamenti 

I FATTI

Lui, salernitano di 55 anni, è uscito allo scoperto raccontando la sua personale vicenda. “Credo che la mia non sia una storia personale ma paradigmatica. La violenza tra le mura domestiche non può essere considerata di genere ma ha un valore assoluto perché tocca diritti fondamentali e costituzionalmente garantiti della persona come quelli alla salute e all’onore. Una famiglia è il nucleo portante di una intera società, una sorta di isola felice. Quando non lo è più, non la si può trasformare in una zona franca.

Il 55enne si è sposato nel 1996: “La conosco da quando ho 15 anni. La nostra è stata per vent’anni una vita familiare serena, ricca di successi, abbiamo avuto due figlie, relazioni sociali. Tutto è precipitato agli inizi del 2016 quando in modo del tutto casuale ho scoperto che mia moglie aveva avuto una relazione con un’altra persona, e cosa ancora più dirompente a rivelarmelo è stata una delle mie figlie allora quindicenne, che era venuta a conoscenza del fatto in precedenza”.

Il racconto

Una notizia che distrugge la serenità familiare: “Mia moglie in quell’occasione mi ha rassicurato dicendomi che la relazione, durata pochi mesi, era stata un errore ed era finita, ed io l’ho perdonata. Ma invece c’era ben altro da scoprire”. Nel 2017 l’uomo trova nella stanza delle figlie una scheda di memoria: all’interno c’erano foto e video pornografici della moglie. Era la prova che la relazione della donna con il primo amante era in piedi da anni e non era mai stata interrotta e che essa, da anni, viaggiava in parallelo con un’altra relazione con un caro amico del marito.

“Sono rimasto sconvolto – racconta – Di fronte alle mie contestazioni, era il 14 luglio del 2017, lei ha reagito minacciandomi con un coltello da cucina. Un’aggressione durata circa cinquanta minuti terminata solo per l’arrivo di mia figlia”.

Le violenze

Nella sentenza viene accertato che la donna minacciava ripetutamente di suicidarsi e di “portare all’inferno con sé” anche le figlie, all’epoca dei fatti adolescenti. Non avrebbe esitato ad avventarsi contro il marito con coltelli, bottiglie di vetro e addirittura un girarrosto, ferendolo al dito di una mano e ad una gamba.  Lo avrebbe schiaffeggiato per poi simulare tracce di aggressioni fisiche, ferendosi in maniera volontaria con un vetro e spargendosi il sangue sul volto.

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