OMICIDIO LUCA ESPOSITO, NON ERA SOLO E IL CELLULARE E’ SCOMPARSO
I sommozzatori dei carabinieri cercano un’arma, verificano la possibilità di dragare il rivolo di acqua vicino a dove è stata ritrovata la salma carbonizzata in contrada Cioffi ad Eboli, zona senza abitazioni e telecamere, ma non c’è certezza che il giornalista sportivo Luigi ‘Luca’ Esposito sia stato ammazzato a colpi di pistola. Il bossolo ritrovato potrebbe non entrarci nulla, è una zona piena di detriti.

C’è un cellulare sparito e un uomo senza volto al centro dell’inchiesta sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato carbonizzato nelle campagne di Cioffi, a Eboli. Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita della vittima, concentrandosi sui rapporti personali e professionali che potrebbero nascondere la chiave del delitto.
Il telefono principale di Esposito, quello utilizzato per le ultime chiamate e conversazioni, risulta introvabile. L’ultimo accesso a WhatsApp risale alle 22.30 di sabato sera. La mattina successiva il cellulare avrebbe continuato a squillare a vuoto fino alle 10.30, prima di sparire definitivamente dai radar. Intanto i carabinieri stanno passando al setaccio computer, documenti, conti bancari e altri dispositivi recuperati nell’abitazione del giornalista.
Dalle immagini delle telecamere emerge inoltre un elemento destinato ad assumere un peso decisivo: Esposito non era solo. A bordo della sua Lancia Y bianca viaggiava con un altro uomo, ripreso nella zona di Cioffi tra le 22 e le 23. Un testimone potenzialmente fondamentale, che al momento sembra essersi volatilizzato. Gli accertamenti medico-legali non hanno ancora chiarito se il 53enne fosse vivo quando venne avvolto dalle fiamme, mentre resta aperta ogni pista investigativa, compresa quella legata alla sfera privata della vittima, sulla quale Luigi aveva sempre mantenuto il massimo riserbo.

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