Si complica la posizione giudiziaria dell’ex consigliere comunale di Pontecagnano Antonio Anastasio. La Corte di Appello di Salerno ha riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso nel processo Perseo in seguito al quale ci furono diversi arresti nel 2016.

LA POSIZIONE DI ANASTASIO

L’ex consigliere regionale era stato condannato ad un anno con pena sospesa, in primo grado, perchè accusato di aver tentato di impedire ad un consigliere comunale di esercitare il proprio diritto politico e di far decadere l’allora sindaco Ernesto Sica. Per lui era caduta anche l’accusa di violenza privata, così come l’aggravante mafiosa. Ora il nuovo giudizio, sul quale servirà attendere il deposito delle motivazioni dei giudici che hanno ribaltato in parte il verdetto di primo grado. E verso il quale l’imputato potrà ricorrere in Cassazione. Le accuse verso molti dei coinvolti erano fondate su una serie di minacce estorsive, anche violente, alcune lesive dell’integrità fisica delle vittime, rivolte ad alcuni operatori economici della Piana che operavano nel settore ortofrutticolo.

Tra le accuse mosse agli imputati, c’era anche il tentativo di “golpe” per mandare anzitempo a casa il sindaco Ernesto Sica. L’inchiesta fece luce sulle minacce ad un ex consigliere comunale, affinché votasse contro il bilancio di previsione o si inventasse un improvviso mal di pancia per non partecipare all’Assise cittadina del 31 maggio 2015.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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