Esiste, secondo gli inquirenti, un rapporto di ferro tra le cooperative e la politica locale. Zoccola ha vuotato il sacco. Da accusato potrebbe diventare il grande accusatore della politica salernitana e svelare gli intrecci e i collegamenti tra l’amministrazione comunale e le cooperative. Peppe Ventura ha scoperchiato il vaso di pandora dal quale sono emersi gli elementi per arrivare al terremoto giudiziario al comune di Salerno. Questa sera Massimo Giletti su La 7 indugerà su questa situazione molto imbarazzante.

«Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica: è teso a garantire alle ditte la continuità lavorativa in cambio di voti da parte di coloro che ne sono formalmente soci. Per altro le coop non esauriscono questo sistema che trova la sua massima espressione nelle società partecipate e municipalizzate». Vittorio “Fiorenzo” Zoccola è seduto già da alcune ore negli uffici della Procura della Repubblica all’interno della Cittadella Giudiziaria. È il 22 ottobre, venerdì scorso: il dominus del “sistema delle coop” è tornato per la seconda volta davanti al procuratore capo Giuseppe Borrelli, ai pm Elena Cosentino e Guglielmo Valenti, al suo avvocato Michele Sarno. Ha già parlato per più di dieci ore, in due distinti interrogatori fiume in cui l’imprenditore salernitano risponde alle domande della Procura sui suoi rapporti con politici, funzionari comunali, rappresentanti delle altre coop sociali.

Toccherà ora valutare la valenza delle sue dichiarazioni e, soprattutto, se trovano un riscontro nel corso del lavoro investigativo già avviato da tempo. Zoccola è un fiume in piena che, dopo aver raccontato del suo sostegno – trasmesso pure ai rappresentanti delle altre ditte del “cartello” – alle ultime elezioni Regionali ai consiglieri Nino Savastano e Franco Picarone (non indagato nel procedimento), inizia a parlare di un’altra tornata elettorale. Molto più vicina nel tempo: le amministrative 2021 di Salerno. Legando l’inchiesta che ha portato al suo arresto e all’emissione di altre misure cautelari – ai domiciliari sono finiti proprio Savastano e il super dirigente comunale Luca Caselli -, all’altra che ha scosso il centro dell’attività amministrativa del capoluogo: le presunte pressioni sul voto effettuate tramite messaggio audio inviati ai dipendenti della coop “San Matteo”, costate l’arresto a Gianluca Izzo – marito di Alessandra Francese, prima dei non eletti della lista dei “Progressisti” a sostegno del candidato sindaco Vincenzo Napoli – e di Umberto Coscia. Svela come esista da tempo una sorta di “collaborazione” fra le ditte a cui sono stati affidati molti appalti negli anni e tanti rappresentanti politici. Alcuni sono stati eletti in Consiglio solo pochi giorni fa.

Il rapporto politici-coop. Zoccola, nell’interrogatorio-bis di venerdì scorso, racconta dunque di «un accordo ben preciso tra cooperative e politica». Dettagliando questa “collaborazione”: «Normalmente sono i politici, ed in particolare i referenti delle ditte in Consiglio, ad indicare le persone da assumere quando vi è necessità. Ciascuna coop sostiene il consigliere di riferimento e vi è un’indicazione di voto che viene data a tutti i dipendenti». Da qui, dunque, Zoccola unisce questa “collaborazione” all’episodio che ha riguardato il marito della Francese, tornato in libertà lunedì dopo la decisione del Riesame. «È questo il meccanismo a cui si fa riferimento nell’audio di Izzo. Del resto nel messaggio si fa riferimento al fatto che “noi per voi ci siamo sempre stati, ora stateci vicini”».

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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