Tutte le ricerche finalizzate a ritrovarlo erano risultate vane, fino alla notte di follia. Si ignora il movente del gesto, ma non si escludono motivi legati a questioni economiche ed ereditarieAlcuni giorni fa, durante una notte di follia, a Selva di Val Gardena, Ivo Rabasner è entrato in casa del fratello Martin e della cognata Monika, aggredendo entrambi con un coltello. Ad avere la peggio è stato Martin, colpito con diversi fendenti ed operato d’urgenza all’ospedale San Martino di Bolzano per una ferita vicina al polmone. Ora è fuori pericolo, ma resta, comunque, ricoverato. Monika, invece, è stata dimessa subito dopo essere stata medicata, poiché ha riportato solo ferite leggere. L’aggressore resta in carcere per pericolo di fuga e reiterazione del reato. Lo ha deciso il gip di Bolzano, che ha disposto la misura cautelare con l’accusa di tentato omicidio. E pensare che, a Selva Val Gardena, nessuno aveva più visto Ivo per più di vent’anni. Così ripetono i suoi compaesani, che ricordano che l’uomo sparì all’improvviso, fuggendo di casa e senza dire nulla ai familiari, i quali lo cercarono a lungo anche attraverso la trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?”. Tutto risultò vano. Fino a quella sera, quando, verso le 23, all’improvviso si è presentato davanti alla porta della casa del fratello Martin. L’esatta dinamica dei fatti non è ancora chiara ed è al vaglio degli inquirenti, ma, a quanto pare, sembra che non vi sia stata neanche una discussione. Ivo Rabasner, armato di coltello è entrato senza preavviso né permesso e si è avventato prima sul fratello colpendolo varie volte e ferendolo in modo grave. Poi ha colpito anche la cognata, la quale non lo aveva mai visto e conosciuto di persona, e che è riuscita a scappare dai vicini di casa, portando con sé il figlio di 9 anni e riuscendo, poiché ferita in modo non grave, a dare l’allarme al numero unico 112. Sul posto, dopo pochi minuti, sono intervenuti i carabinieri che hanno bloccato l’aggressore che è stato arrestato, con l’accusa di tentato omicidio e trasferito nel carcere di Bolzano. Qualche giorno dopo, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari che ha convalidato l’arresto. L’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere e non si conoscono i motivi che hanno scatenato questa sua violenta reazione. Quindi, rimane oscuro il movente. Il tentato omicidio rimane ancora più indecifrabile se si considera che Ivo era scomparso, fuggendo di casa, da più di due decenni, e, da allora, non aveva avuto più contatti con i suoi familiari. Si è appreso che, a quanto pare, avrebbe vissuto nel Nord Italia, prima a Milano, dove era riuscito a mantenersi lavorando per associazioni che offrono assistenza a persone che versano in difficoltà. Poi, pare, sia vissuto a Verona dove avrebbe lavorato come manutentore di campi da tennis. Tutto questo lo ha dichiarato lui stesso. Di recente, però, sembra che fosse rimasto senza alcun lavoro e si trovasse in difficoltà economiche. Per questo motivo gli inquirenti non escludono che il movente dell’aggressione possa essere legato a questioni di denaro e di eredità. Si vocifera che volesse recuperarne una quota assieme ad una parte della casa di famiglia. Per il momento, però, si tratta solo di ipotesi che dovranno essere verificate. Rabasner è difeso da un legale di fiducia, che si chiama Mario Boscarol e che ha affermato che in questa vicenda andrà approfondito il tema del disagio personale e quindi non si esclude, in un prossimo futuro, la richiesta di una perizia psichiatrica per accertarne la capacità di intendere e di volere. I legali di parte civile, che si chiamano Nicola Nettis ed Ernest Cuccarollo, confermano che Martin è fuori pericolo ed attendono gli sviluppi delle indagini per capire i motivi dell’aggressione. Guido Hpnorati Broggi