Dopo gli arresti per spaccio di droga Salerno arrivano le condanne per i ragazzi di via Irno. In totale, sono stati inflitti in abbreviato 116 anni e 5 mesi di reclusione complessivi per alcuni di coloro i quali avevano messo in piedi una sorta di “call center” della droga, arrivando a rifornire centinaia di “clienti” come riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il Matino.

Spaccio di droga a Salerno: dopo gli arresti ecco le condanne per i ragazzi di via Irno

Ieri, martedì 27 settembre, il gup del Tribunale di Salerno, Giandomenico D’Agostino, ha emesso la sentenza nei confronti di quindici imputati. Queste le condanne inflitte:

  • Aniello Pietrofesa (16 anni ed 8 mesi);
  • Alessandro Romanato (9 anni e 4 mesi);
  • Fabio Romanato (8 anni ed 8 mesi);
  • Ciro Casaburi (8 anni e 4 mesi);
  • Renato Castagno (9 anni);
  • Gabriele D’Amato (7 anni, 6 mesi e 20 giorni);
  • Guido Errico (3 anni e 4 mesi);
  • Giovanni Errico (4 anni ed 8 mesi);
  • Laura Leone(7 anni);
  • Alberto Villani (7 anni e 7 mesi);
  • Chiara Capriglione (3 anni);
  • Luigi Maresca (7 anni, 6 mesi e 20 giorni);
  • Salvatore Forte (7 anni, 1 mese e 10 giorni);
  • Alessandro Pio Leone (9 anni e 8 mesi);
  • Fabio Casaburi (2 anni, 8 mesi a 40 giorni).

Le indagini

Le indagini hanno portato ad individuare un’organizzazione di drug delivery, con veri e propri centralinisti alternati in turni in possesso di utenze telefoniche “dedicate” (intestate fittiziamente) per ricevere le ordinazioni, disponendo di conseguenza l’appuntamento o anche la consegna a domicilio dello stupefacente. Da diverse escussioni di acquirenti è stato inoltre acclarato come “i Guaglioni di Via Irno” utilizzassero anche SMS “promozionali” per stimolare l’acquisto di droga, ovviamente con linguaggio convenzionale: un esempio su tutti, “Tutte e 3 le kose a 15 euro lento veloce per fumare”, dove “lento” sta per eroina, “veloce” per cocaina e “per fumare” fa riferimento al crack.

Mezzi di comunicazione rapidi per una platea di compratori perlopiù fra i 18 ed i 30 anni, un traffico veloce fatto di dosi preparate e pronte al consumo immediato dei più giovani. Un sodalizio che vede anche una presenza femminile, con 3 arrestate impiegate, al pari degli uomini, in attività di confezionamento, spaccio e occultamento di stupefacente o denaro. Un asset criminoso che, per il precipuo modus operandi, non risulta abbia conosciuto battute d’arresto nemmeno con l’emergenza COVID.

Le utenze telefoniche

Oltre al frequente cambio di utenze telefoniche ed al linguaggio in codice, il gruppo criminale si è distinto per il possesso di un notevole parco auto e moto, integrato spesso da mezzi a noleggio a breve termine per eludere i controlli delle forze di polizia, ad ulteriore riprova dell’estrema consapevolezza delle proprie condotte antisociali.
L’efficienza della struttura criminale è confermata dall’incredibile entità del giro d’affari: i vari sodali, a più riprese, riportano telefonicamente ricavi giornalieri che variano tra i 500 -1000 euro a testa per la vendita di cocaina (detta “veloce”, “bianco” o “cd di discoteca”), di eroina (“lento”, “nero”, “scuro” o “cd d’amore”) e di crack (“per fumare” o “cotto”), con prezzo proposto solitamente di 10 euro al “pezzo” (dose).

Un giro d’affari tanto corposo da portare i membri dell’organizzazione a numerosi viaggi verso Secondigliano per l’approvvigionamento dello stupefacente da smerciare nel salernitano, con un ricavato stimato di oltre un milione di euro annui.

Ultimo elemento che ha, infine, caratterizzato l’organizzazione dei “Guaglioni di Via Irno” è il sistema di mutua assistenza degli associati, evidenziatosi in occasione di arresti in flagranza e delle successive vicissitudini giudiziarie: il capo, Aniello Pietrofesa, si preoccupa di fornire il legale di fiducia, nonché il denaro per pagare gli onorari di competenza, elargendo, inoltre, consigli su come comportarsi dopo essere stati presi dalle forze dell’ordine e messi a disposizione della magistratura.

L’attività

L’intera attività ha portato a numerosi provvedimenti durante la fase investigativa, ovvero 10 arresti in flagranza di reato per spaccio e detenzione ai fini di spaccio, 2 denunce a piede libero per il medesimo reato, 6 sanzioni amministrative ad assuntori ed il sequestro di 30 grammi di cocaina in quasi 200 “pezzi” complessivi, circa 320 grammi di eroina, 20 “pezzi” di crack e 3 pietre del medesimo stupefacente per circa 23 grammi.

L’odierna operazione permette, pertanto, a distanza di un anno dall’operazione “Prestigio”, di disarticolare un’ulteriore efficientissima organizzazione di spaccio on call dal ragguardevole giro d’affari e dalla struttura appositamente congegnata per tentare di eludere i controlli delle forze di polizia.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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