AGROPOLI ALLO SBANDO: DIMISSIONI DI CAUCEGLIA, POLIZIA MUNICIPALE DECAPITATA E AMMINISTRAZIONE IN FALLIMENTO
Agropoli oggi non è una città che affronta difficoltà: è una città che crolla su se stessa. Lo dimostrano le dimissioni di Maurizio Cauceglia, vicecomandante della Polizia Municipale, figura storica e rispettata, che ha deciso di lasciare il ruolo a causa di una gestione amministrativa tanto improvvisata quanto arrogante. Questo episodio non è un semplice attrito interno: è la prova tangibile di un’amministrazione incapace, che ha sacrificato competenza e sicurezza sull’altare della politica interna e dei giochi di potere. Il comando della Polizia Municipale è oggi affidato ad interim al segretario comunale, probabilmente unico caso in Italia. Questo significa che chi dovrebbe garantire ordine e sicurezza nella città non ha né autorevolezza né continuità. Una scelta che da sola certifica un fallimento epocale: Agropoli non è una città guidata, è una città alla deriva. Cauceglia non se ne va per capriccio. Dopo anni di servizio, dedizione e risultati concreti, ha deciso di abbandonare la nave perché la macchina comunale gli ha dichiarato guerra. La sua rimozione dal ruolo di comandante nel 2022, senza motivazioni chiare e giustificate, era già un segnale di quanto fosse fragile l’assetto politico e amministrativo della città. Ora, il concorso per il comando, avviato ignorando curriculum, esperienza e meriti di Cauceglia, è il simbolo più lampante di una gestione miope, arrogante e ingiustificata. In altre parole: non contano competenza e risultati, contano giochi di potere, favoritismi e improvvisazioni. Chiunque si chieda perché Agropoli stia perdendo sicurezza e credibilità, può leggere questa vicenda come un manifesto: la professionalità viene mortificata, chi lavora bene viene escluso, e la città resta scoperta. Non è tutto. I tagli al personale e la riduzione delle ore per gli agenti non sono semplici numeri: sono decisioni che mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e la dignità del lavoro pubblico. L’amministrazione Mutalipassi ha scelto di ridurre agenti, ore e risorse, senza alcuna strategia chiara, come se la Polizia Municipale fosse un optional. Il messaggio è chiaro: chi lavora con dedizione non conta nulla, chi ha esperienza viene sacrificato, e il controllo del territorio diventa un’illusione. Non è incompetenza innocua: è incapacità criminale nella gestione di un servizio fondamentale. Le dimissioni di Cauceglia non sono un caso isolato, sono la fotografia di una Amministrazione che mina le proprie basi dall’interno. I rapporti con la giunta erano già tesi, e ora il vaso di Pandora è esploso. Il consigliere Raffaele Pesce esprime solidarietà all’ufficiale, ma le parole sono insufficienti. L’ex sindaco Adamo Coppola denuncia che la politica cittadina continua a indebolire la Polizia Municipale: non è un’opinione, è un fatto. Forza Italia parla chiaro: questa è “una delle amministrazioni più bizzarre e dannose degli ultimi trent’anni”. La scelta di ignorare Cauceglia e mettere a bando il comando, liquidando competenza e continuità, dimostra quanto l’arroganza politica possa sopraffare il buon senso e la professionalità. Dietro queste scelte ci sono cittadini che vivono una città meno sicura, più disorganizzata, più esposta al caos. Servizi rallentati, controllo del territorio assente, operatori demotivati: tutto ciò è frutto di una gestione che confonde il comando con la gestione politica dei conflitti interni. Cauceglia lascia perché sa che restare sarebbe stato inutile: l’amministrazione non ascolta, non valorizza, non decide con logica. La sua scelta è un grido di allarme, che denuncia una macchina comunale ferma, incapace di garantire ordine e sicurezza. Il sindaco Mutalipassi deve assumersi responsabilità precise: la città non può permettersi di avere una Polizia Municipale senza guida né continuità. Ogni scelta incomprensibile, ogni taglio arbitrario, ogni concorso gestito senza meritocrazia è un colpo alla città, non ai singoli funzionari. Agropoli non ha bisogno di amministratori improvvisati o di giochi di potere tra gruppi politici: ha bisogno di stabilità, competenza e rispetto per chi lavora davvero. Fino a quando queste condizioni non saranno garantite, la città continuerà a scivolare in una deriva silenziosa ma devastante. Le dimissioni di Cauceglia non sono solo un fatto interno: sono il simbolo del fallimento politico e operativo della città. Una città che sacrifica esperienza, professionalità e sicurezza sull’altare della politica interna è una città che si condanna al caos. Agropoli oggi grida senza essere ascoltata. La Polizia Municipale, cuore della sicurezza urbana, è decapitata. I cittadini vivono una città fragile e impreparata. L’amministrazione Mutalipassi è sotto accusa: se non cambierà radicalmente approccio, se non ritornerà a rispettare competenza, merito e ordine, il rischio non sarà solo politico: sarà reale, tangibile, e pagheranno i cittadini. Agropoli non ha bisogno di slogan, ha bisogno di responsabilità concrete, scelte sensate, leadership reale. E finché non arriveranno, questa città resterà in balia del caos.
