12 Aprile 2024

IL COMIZIO IN CHIESA E LA LEGGE ELETTORALE di Gaetano Fasolino

Il 25 ottobre scorso Matteo Renzi, segretario nazionale del partito democratico, Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania e il Sindaco di Capaccio-Paestum hanno tenuto un comizio politico nella basilica paleocristiana di Paestum. Si mormora: senza l’autorizzazione di parroco e curia vescovile e, SUMMA INIURIA, con PISSIDE e OSTIE CONSACRATE non rimosse dal tabernacolo che le custodisce.
Stupisce che una classe politica abusi di tutto, anche dei sentimenti religiosi, senza avvertirne la benchè minima remora morale. Quanto avvenuto a Paestum è caso unico in Italia e, senza forse e senza ma, nel mondo intero. Probabilmente, tale degrado spirituale dipende dal fatto che nel nostro Paese tutto sta diventando senza regole. La legge elettorale, ad esempio. Un gruppo di oligarchi – ci torno un attimo sopra – modella il futuro Parlamento a propria immagine e salvaguardia.
“Comandiamo noi e nessuno deve metterci becco. Neanche il popolo sovrano. E, siccome comandiamo noi, si sappia che anche dopo saremo noi a comandare. E ancora noi approveremo leggi di comodo, condizioneremo le scelte dei giudici, imporremo a Rai e grandi giornali quello che possono e non possono rendere pubblico”.
Il Presidente del Senato Pietro Grasso, sottoposto a pressioni inenarrabili per non cambiare di una virgola il testo licenziato dalla Camera, non ce l’ha fatta più. Preso da un senso di nausea, ha lasciato il PD. Certo, poteva farlo prima dell’approvazione della legge.
Il Presidente Mattarella, da parte sua, ha già fatto sapere che le leggi le fanno Parlamento e Governo e il Presidente della Repubblica ha solo il dovere di firmarle.
Con tutto il rispetto, non è proprio così. Il Presidente, quando non è convinto della bontà di una legge, non la promulga e la rinvia, con messaggio motivato, alle Camere.
Ritengo che questa nostra battaglia vada continuata anche dopo, perché un’Italia meno libera e consapevole non giova certo né a se stessa né al nostro Mezzogiorno.Gaetano Fasolino

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