CASO SALERNO, SANITÀ E GIUNTA: IL PRIMO BANCO DI PROVA PER FICO
Il “caso Salerno” è già sul tavolo di Roberto Fico e rischia di diventare uno dei primi nodi politici e amministrativi della sua presidenza. Tra Giunta regionale e Azienda ospedaliera Ruggi d’Aragona, la tensione è esplosa dopo le improvvise dimissioni del direttore generale Ciro Verdoliva.
Come riporta anche in prima pagina il quotidiano “L’Ora”, consultabile online, uno dei primi dossier che il neo presidente della Regione Campania, che ha trattenuto per sé la delega alla Sanità, riguarda proprio la scelta del nuovo vertice dell’Azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona”.
Alla luce dei tempi stretti e del contesto politico ancora fluido, l’ipotesi più accreditata è quella di un commissariamento, soluzione ponte in attesa di avviare la procedura ordinaria di nomina. Un passaggio che, in ogni caso, dovrà avvenire d’intesa con il Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, come previsto dalla normativa.
Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza per il ruolo di commissario spunta quello di Attilio Bianchi, manager sanitario di lungo corso, già alla guida dell’ospedale di Salerno e figura che molti, nel complesso e delicato sistema sanitario di via San Leonardo, ricordano ancora con favore.
Il dossier Ruggi si inserisce però in una fase politica estremamente delicata, segnata dalle trattative ancora aperte per la composizione della nuova Giunta regionale della Campania. Un confronto che resta in stallo a causa del braccio di ferro su Fulvio Bonavitacola, l’ex vicepresidente che Vincenzo De Luca vorrebbe confermare nel nuovo esecutivo, ma la cui posizione è osteggiata dall’area Manfredi–Sarracino.
In questo scenario, il “caso Salerno” rischia di trasformarsi in un terreno di confronto – se non di scontro – tra correnti e partiti. Un banco di prova significativo per Fico, chiamato a tenere insieme competenza amministrativa, rappresentanza territoriale e tenuta politica del nuovo governo regionale.
