22 Luglio 2026

ELEZIONI IN CAMPANIA, IL CONDONO DEL 2003 RIAPRE IL DIBATTITO POLITICO

La campagna elettorale in Campania entra nella fase più accesa e divisiva. A una settimana dalle urne, il dibattito politico si concentra sull’emendamento di Fratelli d’Italia alla manovra nazionale che riapre i termini del condono edilizio del 2003, con l’obiettivo di regolarizzare gli immobili esclusi all’epoca dal terzo provvedimento, fatta eccezione per quelli costruiti in zone considerate insanabili.

Sebbene si tratti di una norma di portata nazionale, il tema assume in Campania un peso particolare. La regione, durante la presidenza Bassolino, fu l’unica a non recepire il condono, lasciando – secondo la destra – migliaia di famiglie in una situazione di incertezza nonostante domande presentate e somme già versate.

Il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli considera la riapertura del condono un passaggio necessario per ristabilire equità nei confronti di cittadini che, a suo avviso, avevano costruito per esigenze abitative e non per speculazione. Promette inoltre che, in caso di vittoria, la Campania sarà tra le prime regioni ad applicare la norma.

All’interno della stessa coalizione non mancano però toni più cauti. Il vicepremier Antonio Tajani richiama alla prudenza, sostenendo che non tutti gli edifici possono essere regolarizzati: alcuni, se pericolanti o situati in aree a rischio, richiedono valutazioni più rigorose e interventi caso per caso.

Sul fronte opposto, la reazione del centrosinistra è durissima. Il candidato Roberto Fico interpreta la proposta come un tentativo elettorale dell’avversario, giudicandola un ritorno a vecchie logiche e lontana dalle reali priorità dei cittadini, che riguarderebbero soprattutto il diritto alla casa e politiche abitative strutturali.

 

Il Partito Democratico, attraverso il segretario regionale Piero De Luca, parla di un intervento grave e mirato a influenzare il voto in Campania. Una manovra che, secondo i Dem, rischia di configurare una forma implicita di scambio politico, senza affrontare l’emergenza abitativa in modo concreto. A vent’anni dalla sanatoria del 2003, il condono torna dunque a spaccare il panorama politico regionale. E con il voto sempre più vicino, il confronto appare destinato a diventare ancora più aspro.

 

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