10 Ottobre 2026

ELEZIONI REGIONALI IN CAMPANIA 2025: TUTTE LE NOVITÀ SUL VOTO

La Campania si prepara a tornare alle urne il 23 e 24 novembre 2025 per il rinnovo del Consiglio regionale e l’elezione del presidente. Il mandato, come di consueto, durerà cinque anni e il Consiglio sarà composto da 50 consiglieri più il presidente eletto.

Questa tornata elettorale segna l’esordio di una nuova legge elettorale, approvata dal Consiglio regionale il 5 novembre 2024, che mantiene la natura proporzionale del sistema con premio di maggioranza, ma introduce modifiche significative su assegnazione dei seggi e composizione del Consiglio.

Alle ultime elezioni del 2020, la partecipazione registrata fu del 55,52%, pari a 2.774.104 votanti su quasi cinque milioni di elettori, in crescita rispetto al 51,9% del 2015 e in controtendenza rispetto al calo generale dell’affluenza a livello nazionale.

Ogni elettore riceverà una sola scheda, su cui potrà esprimere due voti: uno per la lista provinciale e uno per il candidato presidente. Rimane consentito il voto disgiunto, che permette di votare un candidato presidente e contemporaneamente una lista non collegata alla sua coalizione. In questo modo, chi lo desidera può confermare la fiducia a un consigliere apprezzato pur sostenendo un presidente di altra coalizione.

All’interno della lista prescelta, è possibile esprimere fino a due preferenze, a patto che i candidati siano di genere diverso: in caso contrario, la seconda preferenza viene annullata.

Una delle novità più rilevanti riguarda la soglia di sbarramento, fissata al 2,5% dei voti validi regionali. Le liste che non raggiungono questo minimo saranno escluse dal riparto dei seggi, anche se appoggiano il presidente vincente. Nel 2020, ad esempio, una lista avrebbe dovuto ottenere almeno 70 mila voti per accedere al Consiglio. La misura mira a ridurre la proliferazione di piccole liste all’interno delle coalizioni e a garantire una maggiore governabilità. Il Consiglio regionale campano conta 51 membri, compreso il presidente. Il premio di maggioranza, che prima garantiva alla coalizione vincente tra il 60% e il 65% dei seggi, ora mantiene solo la quota minima del 60%, eliminando il tetto massimo. Questo significa che una coalizione che ottiene l’80% dei voti potrà ricevere l’80% dei seggi, rafforzando così la governabilità ma riducendo la rappresentanza delle minoranze.

Un’altra novità riguarda i consiglieri nominati assessori: prima, la nomina comportava dimissioni definitive dal Consiglio. Con la nuova norma, il mandato è sospeso temporaneamente e il consigliere viene sostituito dal primo dei non eletti. Se lascia la Giunta, può rientrare automaticamente in Consiglio, valorizzando l’esperienza amministrativa senza penalizzare il ruolo politico.

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