12 Aprile 2024

GREEN PASS: L’INCOSTITUZIONALITA’ NELLA COSTITUZIONE

(Giovanni Coscia) -A questo punto è doveroso sottolineare che è divenuto palese a tutti, che il premier Mario Draghi, unitamente al ministro Speranza e tutto il Governo, grillini in testa, procedono per sentito dire e vanno avanti a tentativi nella lotta alla pandemia. D’altra parte, il Covid 19 ha lasciato tutti disorientati, quasi nessuno ha capito come fronteggiarlo, affrontarlo e, alla fine, si è arrivati alla conclusione più semplice e, soprattutto, più remunerativa per le case farmaceutiche, da sempre molto generose con i politici compiacenti: vacciniamo tutti, buonanotte al secchio e chi si è visto si è visto. Peggio di com’è andata finora non potrà andare. I morti, sì, sono diminuiti, ma lo stesso era accaduto nel 2020, durante la stagione estiva.

Quest’anno, però, si è palesata la cosiddetta variante Delta e allora si è deciso di essere ancora più duri con chi non si vuol vaccinare e l’esecutivo si è inventato la “certificazione verde” o “green pass”, tanto per non essere esterofili: in buona sostanza, chi non si è vaccinato, non è guarito dal Covid o non ha fatto un tampone non avrà questa certificazione, senza la quale non si potrà più andare, ad esempio, in palestra, nelle sale interne dei ristoranti, al cinema o a teatro. Insomma, senza il vaccino non si balla e non si beve al bar. Anche se, a dire il vero, per un’altra scellerata decisione governativa, non balla proprio nessuno, perché le discoteche restano chiuse e chi ha un’attività di questo tipo meglio che cambi mestiere. In poche parole, la libertà di ognuno di noi è ridotta ai minimi termini, senza la verde certificazione. E sono previste multe salatissime, per chi non rispetta le regole. Non solo: come se non bastasse il danno, il ministro Speranza ha pensato anche alla beffa, apostrofando chi non si vuole vaccinare, con una frase totalmente senza senso, come “il vaccino è la più clamorosa arma di libertà che abbiamo, lo dice la scienza”.

Un’idiozia, tanto per essere buoni e magnanimi, buttata là, per dire che le manifestazioni contro la certificazione verde non gli erano piaciute. Il fatto che migliaia di cittadini siano scesi spontaneamente in piazza contro la scelta del governo è, invece, a nostro modo di vedere, l’unica nota positiva di questa vicenda, che sta prendendo una pericolosa piega liberticida. Si continuano a proporre i vaccini come unica strada per uscire dalla pandemia, ma si chiede a chi si vaccina di firmare una liberatoria, con la quale si assume tutte le responsabilità, nel caso qualcosa dovesse andar male a causa del vaccino stesso. Un controsenso e, soprattutto, la negazione dei diritti dei cittadini: se lo Stato ci impone il vaccino – e di fatto ce lo impone – qualcuno (Stato o case farmaceutiche produttrici del vaccino) dovrà, poi, risarcirci se dal vaccino subiamo danni. E, invece, no. Di questo Draghi e Speranza nemmeno parlano. Allora, inutile nasconderlo, c’è qualcosa che non va. C’è un’aria che non ci piace, anche perché è stata totalmente abbandonata la via delle cure alternative, plasma iperimmune in primis. E il suo artefice, il dottor Giuseppe De Donno, dopo essere stato irriso e accantonato dalle istituzioni, è stato addirittura trovato morto. Suicida, dicono. Ma in molti avanzano, più o meno apertamente, la drammatica ipotesi che sia stato “suicidato”. Ci auguriamo davvero che non sia così. Ma è certo che chi lotta contro i giganti rischia di uscirne con le ossa rotte. E, spesso, anche peggio. Ma cin sarà ancora un Davide in questa Italia ridicola politicamente e non solo. E perché non si parla del vaccino alternativo, quale il monoclonale proposto dallo scienziato Rappuoli? Vespa che fai, stai zitto?

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