21 Luglio 2026

NUOVA GIUNTA CAMPANIA: FICO BLOCCATO DAL BILANCIO, TENSIONI SULLE COMMISSIONI

A quasi due mesi dall’elezione di Roberto Fico alla presidenza della Regione Campania, la nuova amministrazione si muove ancora in una fase delicata, sospesa tra complessità burocratiche e nodi politici irrisolti. L’attività del Consiglio regionale è formalmente iniziata, con la prossima seduta fissata per il 21 gennaio e dedicata alla presentazione ufficiale degli assessori, ma la Giunta non si è ancora riunita. Il rallentamento è legato anche a questioni procedurali, come il caso di Enzo Cuomo, sindaco dimissionario di Portici. Al momento l’azione del presidente Fico si limita all’emanazione di decreti presidenziali, mentre le direzioni generali procedono attraverso determine. Il vero freno all’operatività politica e al funzionamento degli staff, però, resta l’assenza del bilancio di previsione. Senza l’approvazione del bilancio, l’attività dei gruppi consiliari e degli assessorati è di fatto paralizzata. Gran parte del documento contabile arriva in eredità dalla precedente gestione di Vincenzo De Luca, ma Fico punta a imprimere una chiara discontinuità politica. Tra le priorità indicate dal nuovo governatore figurano interventi sull’assistenza alle famiglie di minori autistici, tema già affrontato simbolicamente con la riapertura di un centro ad Avellino. Attenzione anche alla sanità territoriale e al contrasto al dimensionamento scolastico imposto dal governo centrale, con l’obiettivo di evitare il taglio dei plessi anche a costo di un commissariamento, seguendo il modello dell’Emilia-Romagna. Resta però una consapevolezza condivisa nel dibattito interno: “sine pecunia ne cantantur missae”. Senza la quadratura dei conti, nessuna riforma potrà davvero decollare. In questo scenario di attesa, l’unica mozione finora protocollata in Consiglio regionale riguarda il salario minimo. A presentarla è stato Davide D’Errico, esponente della Lista Fico, con l’intento di dare seguito agli impegni assunti in campagna elettorale. Un segnale politico chiaro, volto a ribadire la coerenza con il programma sottoposto agli elettori. Nel frattempo il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, è impegnato in una difficile opera di mediazione tra le diverse anime della maggioranza. Il “campo largo” appare spaccato sulla distribuzione delle otto commissioni permanenti: tre presidenze al Partito Democratico, una ciascuna a Movimento 5 Stelle, Lista Fico, Socialisti, A testa Alta e Casa Riformista. Restano al momento esclusi Alleanza Verdi e Sinistra e i rappresentanti mastelliani. La tensione più alta si registra sulla Commissione Trasporti. La Lista Fico spinge per Nino Simeone, ma incontra la netta opposizione dei fedelissimi dell’ex governatore. In particolare, “Luca Cascone, per dieci anni assessore-ombra di Vincenzo De Luca, pretenderebbe di restare su quella poltrona” o, in alternativa, di favorire l’ex presidente del Consiglio Gennaro Oliviero. Quest’ultimo potrebbe però orientarsi verso le Attività Produttive, entrando in rotta di collisione con il socialista Giovanni Mensorio. Anche la Commissione Sanità è terreno di scontro. Il Movimento 5 Stelle ne rivendica la guida in quanto forza politica del governatore, ma sulla stessa poltrona insistono Bruna Fiola (Pd) e il gruppo di Casa Riformista. Su quest’ultimo pesa la posizione dell’uscente Enzo Alaia, coinvolto in un’indagine giudiziaria per presunte irregolarità nei concorsi dell’Asl di Salerno. Infine, per la Commissione Bilancio, la sfida è tutta interna al Partito Democratico, con il confronto tra Franco Picarone e Corrado Matera. Spetterà ancora una volta alla mediazione di Manfredi il compito di ricomporre un quadro che resta frammentato, rallentando la piena operatività della nuova legislatura campana.

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