(Giovanni Coscia) – L’assurdo prende forma. La proposta referendaria dei 5 stelle, in seno alla riduzione dei parlamentari, è la totale forma aberrante, di abrogazione della libertà costituzionale e di democrazia. Col pretesto di abolire una casta, se ne crea un’altra più profonda e radicata, nonché più intoccabile. Il referendum del prossimo 20 settembre, propone il taglio dei parlamentari. Nel seggio elettorale ci verrà consegnata una scheda con soli 4, dico 4 righi per questa riforma che i pentastellati insistono nel far approvare come taglio di spese del governo, attraverso la riduzione dei parlamentari. La verità sta da tutt’altra parte. Il testo, che ancora non hanno mostrato agli italiani, è complesso e soprattutto composto da oltre 110 pagine, intersecate da svariate norme, che consegnano di fatto il potere assoluto allo stato, abolendo agli elettori, il diritto di voto, su chi dovrà essere eletto.  Col “SI” al referendum  è abolita di fatto la volontà al cittadino di scegliere i propri rappresentanti parlamentari. E dalle 4 righe stampate sulla scheda, sembra che si risolvano i problemi degli italiani. Non è vero assolutamente. E c’è da chiedersi allora, quali saranno le competenze di questo eventuale nuovo Senato e soprattutto chi sceglierà i senatori. Nell’art. 10 del testo referendario si legge che questo nuovo senato avrà il potere di MODIFICARE LA COSTITUZIONE assieme alla camera.  Avrà quindi diritto di vita e di morte sulla democrazia. Ecco perché bisogna votare NO. A prescindere dalla appartenenza politica. E chi sceglie i nuovi senatori? A parte i 5 nominati a vita, gli altri, leggendo nel testo interminabile, all’art. 39, nelle disposizioni transitorie vi è il trucco o il sistema elettorale dei nuovi senatori da eleggere. In pratica vengono votati dai Consiglieri Regionali e su liste predisposte a proprio piacimento da parte dei partiti. Non c’è il voto di preferenza. Per cui i nuovi senatori, saranno scelti dai partiti, che preparano le liste e saranno scelti dagli stessi partiti. Sceglieranno dunque, servi fedeli al sistema liberista e turbo capitalista, mettendo in un angolo definitivamente, ciò che potrebbe essere una sorta di stato sociale. Un senato di servi fedeli e sciocchi. Cosa e quanto risparmieremo? La ragioneria dello Stato, ha stimato un risparmio di 47 milioni di euro all’anno. Va considerato che gli elettori, in Italia, sono circa 50 milioni, per cui facendo le dovute divisioni, vale a dire 47 milioni di euro, diviso 50 milioni di abitanti, abbiamo un risultato eclatante: i cittadini Italiani cedono la propria libertà ed il proprio diritto al voto, per soli 97 centesimi di euro all’anno. Se si dovesse approvare questa riforma, saremo il paese più famoso al mondo come ridicolaggine. Altro che Stalinismo. Nessun popolo, dall’inizio del mondo, ha venduto il suo diritto e la sua libertà di espressione per soli 97 centesimi di euro all’anno. Leggendo ancora il testo del referendum, l’art 31 cita, che molte competenze vengono tolte alle regioni ed attribuite allo Stato. Lo stato quindi, si riprende tutto il potere per emanare leggi. Ed ancora, per le rimanenti competenze regionali, lo stato si riserva il potere di intervenire con proprie leggi e prevaricare quelle regionali.

Lo stato quindi, assume un potere assolutista o totalitarista. Stranamente mi ricorda un periodo di dittature, di destra o di sinistra che siano. Diverremo Coreani? Perché lo Stato vuole, or dunque, accentrarsi di tutte le competenze? Va ricordato che molto, all’interno dello stato, non funziona. Vedi scuola, vedi sanità, vedi imprenditoria, vedi contributi, vedi CSM,  etc, etc. Ed a proposito di democrazia, si evince che le proposte di referendum, per approvarle, occorrevano solo 50mila firme. Dopo l’eventuale vittoria del SI ne occorreranno 150mila. Alla faccia della democrazia, tant’è che il testo recita, altresì, che “ il governo adduce alle proprie volontà, di esaminare nei tempi che ritiene opportuno e nelle forme stabilite dai regolamenti parlamentari”. Vale a dire che esamineranno quando e se riterranno opportuno approvare una nuova proposta di legge. Siamo nelle mani della massoneria. Alla faccia della democrazia. E per chiudere, il testo recita che i senatori mancanti, non otterranno l’indennità parlamentare. Con qualche eccezione ovviamente. Infatti, i Senatori a vita, in carica dalla data in vigore della presente legge, PERMANGONO nella stessa carica. Chi sono questi senatori a vita che rimarranno in carica? Guarda caso, tra i 5, il Presidente Napolitano e Mario Monti. Spiegato l’arcano? Quelli della entrata nell’euro! Quelli della legge Fornero! Quel presidente che fece bruciare le prove del rapporto stato-mafia. Vi dice qualcosa? Grazie grillini, ma sopra l’ingannatore casca l’inganno. Non riuscirete a togliere la libertà agli italiani. E vi siete aumentati pure il vitalizio. Il popolo compatto voterà NO, cari grillini.

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

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