MANCHERÀ A TUTTI IL SUO SPIRITO COMBATTIVO E LA VOGLIA DI RIVOLUZIONARE IL GIOCO DEL CALCIO

In questi giorni, è venuto a mancare un vero mito della Juventus degli anni ’50 e, cioè, Giampiero Boniperti.
Un eroe, per molti, che a quei tempi, lo avevano conosciuto solo sul campo, perche la Nazionale giocava
soltanto tre partite l’anno e, non essendoci televisione, c’era poca comunicazione. Come descriverlo? Era
alto 1,75 metri ed aveva un fisico compatto. Non spaventava i difensori, ma ne anticipava gli sbagli. Ha
cominciato ha giocare giovane ed aveva stacco, tecnica ,forza, ma anche paura. Di lui si raccontano tanti
aneddoti che lo videro protagonista con Parola ed Azzini.

Una storia bellissima riguarda proprio una
rovesciata di Parola ed una figurina Panini, finita al centro delle polemiche, per uno sfruttamento
commerciale che fruttò a Parola un assegno da cento milioni da parte dell’editore di Boniperti. Nella
Juventus giocò fino al 1957 e vinse 14 campionati. Poi divenne un dirigente pignolo ed, a volte, anche,
ingombrante. Con il mondiale del 1982, il suo tempo svoltò e la sua stanza era sempre aperta per firmare
nuovi contratti. Il calcio era cambiato,ma lui non lo accettò mai. Era solito affermare “Vincere non è
importante, ma è l’unica cosa che conta”. E’ stato parlamentare per Forza Italia dal 1994 al 1999. Guido Honorati Broggi

Di admin

Sergio Vessicchio blogger, youtuber, social media manager attivo per stampa televisiva, carta stampata, siti web, opinionista televisivo, presentatore, conduttore.

//pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: