12 Aprile 2024

LA SALERNITANA SFIORA L’IMPRESA, MILAN BLOCCATO SUL 2-2

I granata hanno impattato 2-2 contro un Milan quasi irriconoscibile e forse non in grado di stare al vertice della classifica. Occasione sprecata dai rossoneri: Bonazzoli risponde a Messias, poi Djuric illude i campani ma Rebic rimedia. La squadra di Inzaghi se batte il Sassuolo a San Siro torna in testa.

Trappola. Era la parola più gettonata nell’ambiente rossonero, man mano che si avvicinava la trasferta in casa della Salernitana ultima in classifica. Così è stato: il Milan fa solo 2-2 all’Arechi, non scappa e stacca l’Inter solo di due punti, coi nerazzurri che devono recuperare due gare.

SUBITO MESSIAS

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“Mi aspetto molto da Messias”, aveva detto Pioli alla vigilia del match. Profetico: dopo un buon avvio dei campani, al 5′ Junior timbra già al cartellino, servito da Hernandez e favorito dalla difesa avversaria che si apre come il Mar Rosso. Ma Pioli aveva aggiunto, sempre in conferenza da Milanello: “Non è semplice preparare la partita contro una squadra che ha appena cambiato l’allenatore e tanti uomini”. E di nuovo le parole del tecnico rossonero trovano puntuale riscontro in campo, perché il Milan per tutto il primo tempo incontra molte difficoltà nel prendere possesso della gara.

Ci mette del suo anche Maignan, a cui i tanti elogi ricevuti nelle ultime settimane non hanno portato fortuna: uscita ben poco “Magic” di Mike sulla testa di Djuric al 29′, pallone che diventa buono per Bonazzoli bravissimo a capire tutto in anticipo, a coordinarsi e a trovare la rovesciata dell’1-1. Pareggio, Arechi in delirio. Da lì all’intervallo, il Diavolo si riversa in avanti per ritrovare il vantaggio, ma con più volontà che lucidità: Leao si accende a strappi, Diaz fatica a trovare spazi, Giroud si vede poco e manca sempre precisione nell’ultimo passaggio. I granata di Nicola sono delle furie, a lungo compensano con l’agonismo il gap tecnico tra le due squadre. E le sponde aeree di Djuric innescano spesso la classe senza età di Ribery. Pure la mediana del Milan funziona così così: Tonali accusa un dolorino a una coscia ma tiene duro, Bennacer si esibisce in una punizione respinta da Sepe ma prende il solito cartellino giallo, e non sempre è lucido nella regia.

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Kessie, di nuovo escluso dall’undici titolare, sostituisce l’algerino a inizio ripresa. E la seconda parte inizia con una stupenda rovesciata di Leao che sfiora l’incrocio dei pali, dopo un’uscita incerta di Sepe che lascia spazio al cross di Diaz. Con la Salernitana che si abbassa, quello del Milan diventa un assedio pressoché costante. Che produce occasioni: Giroud perdona prima di testa e poi di piede, ipnotizzato da Sepe (sospetto fuorigioco del francese in partenza). Pioli si gioca anche la carta Rebic, cercando maggiore concretezza. Ma per la seconda volta nella serata è tradito da Maignan, che s’incarta in un dribbling improvvido e innesca Bonazzoli: addirittura rabona dell’attaccante a porta vuota, ma stavolta il bersaglio è mancato.

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A punire il Milan, però, al 72′ ci pensa… Milan: sul cross di Mazzocchi il bosniaco va in tuffo e di testa insacca il 2-1, beffando sia Kessie che Tomori. Nicola impazzisce di gioia, ma l’illusione dura appena cinque minuti. Rebic, entrato al posto di Brahim, decide di far tutto da solo e calcia un rasoterra da oltre venti metri, sorprendendo nettamente Sepe. È il 2-2 che diventerà definitivo. Sorride la Salernitana, che non è ancora retrocessa: con questo spirito sognare non è proibito. E sorridono anche Inter e Napoli.

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