24 Aprile 2024

MAZZOCCHI IN NAZIONALE:”FACEVO IL FRUTTIVENDOLO PER AIUTARE I MIEI”LA BELLA STORIA DEL TERZINO DELLA SALERNITANA

Ha 5 fratelli il bello della fascia sinistra alla seconda convocazione in nazionale. Una storia bella come solo il calcio, quello vero, sa regalare. L’ascesa di Pasquale Mazzocchi nell’ultimo anno è stata inarrestabile: l’esterno napoletano ha esordito in Serie A nell’agosto del 2021 a 26 anni con la maglia del Venezia, poi dopo il trasferimento di gennaio alla Salernitana è stato fondamentale nella salvezza dei granata, infine all’inizio di questa stagione ha sfoderato un rendimento elevatissimo, con tanto di un gol e un assist messi a tabellino.

La conseguenza di tutto questo è stato che Roberto Mancini lo ha chiamato per la seconda volta volta in Nazionale, inserendolo prima nell’elenco dei convocati per le ultime due partite di Nations League contro Inghilterra e Ungheria, unico giocatore di movimento all’esordio in azzurro assieme ai portieri Provedel e Vicario. A sinistra l’Italia ha Dimarco ed Emerson Palmieri. Questa volta, la seconda convocazione Mazzocchi è dentro l’Italia per due amichevoli contro squadre di seconda fascia, pure loro assenti in Qatar, ovvero Albania (si giocherà mercoledì 16 novembre, ore 20.45 a Tirana e sarà la gara n° 400 nella storia della Nazionale) e Austria (domenica 20 novembre, ore 20.45 a Vienna). Due test per il c.t. Roberto Mancini in vista degli impegni ufficiali del 2023, che scatteranno a marzo con le qualificazioni agli Europei 2024, per proseguire poi a giugno con le Final Four di Nations League in Olanda.

Il 27enne Pasquale Mazzocchi in maglia azzurra a Coverciano
Intanto si gode un traguardo per il quale ha lottato con tutte le sue forze, affrontando parecchi sacrifici fin da quando a 11 anni si trasferì da solo a Benevento per entrare nelle giovanili del club sannita: “I miei genitori non avevano le possibilità per venirmi a trovare – aveva raccontato a Fanpage lo scorso ottobre – anche perché in famiglia siamo sei figli, potete immaginare. Dunque ero davvero solo, ho lasciato famiglia, amici, scuola e ho dovuto ricominciare da capo e gestirmi come fossi un adulto. Ancora me li ricordo quegli attimi, la notte era difficile prendere sonno. La gente pensa che la vita del calciatore sia bellissima, ma non sa quanti sacrifici si debbano fare per arrivare in Serie A. E in molti, nonostante i sacrifici, non ce la fanno. Io stesso ho avuto tantissimi momenti di sconforto, sono stato più volte sul punto di mollare tutto…”.


C’era un infiltrato alla cerimonia del Pallone d’Oro: si è nascosto 26 ore in un bagno del teatro
Fortunatamente Pasquale non ha mollato e oggi racconta tutta la sua gioia: “Sono contentissimo, è qualcosa di straordinario ripensando a tutta la strada che ho fatto. I sogni li fa chi dorme, gli obiettivi si raggiungono con il lavoro. Io vengo da un quartiere di Napoli molto difficile, dove da giovane si fa fatica a trovare lavoro. In quelle situazioni, magari con una famiglia numerosa, purtroppo si tende magari a fare cose sbagliate – ha raccontato a Radio Rai – Mi ha salvato il calcio, devo tanto anche alla mia famiglia che ha sempre fatto tantissimi sacrifici per me”.

Mazzocchi nel maggio scorso dopo aver raggiunto la salvezza con la Salernitana
“I miei genitori piangono di gioia da tre giorni, ancora non ci credono – ha continuato Mazzocchi, facendo percepire le emozioni vissute a casa sua – Loro hanno sempre creduto in me, così come i miei fratelli. Io per aiutare i miei genitori a pagare la scuola calcio e gli scarpini avevo iniziato a fare il fruttivendolo. Non è mai troppo tardi per la maglia azzurra, però te la devi meritare ogni volta ed io voglio tenermela stretta, non ho fatto ancora niente”. Dopo tutto quello che ha fatto per arrivare fin qui, Pasquale vuole che questo sia solo l’inizio. Sergio Vessicchio

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